La Storia e le Storie del Referendum del 1946
Il saggio «Viva il Re! Viva la Repubblica!» ricostruisce con ricchezza documentale e oltre 150 testimonianze dirette i mesi convulsi che accompagnarono l’uscita dell’Italia dalla Seconda Guerra Mondiale e dal fascismo.
In un’opera capace di intrecciare il rigore della ricostruzione storico-giuridica con la vivacità del racconto umano e corale, gli autori analizzano i passaggi chiave di quell’anno di svolta: dall’abdicazione di Umberto II alla decisione della Corte di Cassazione, fino ai retroscena istituzionali caratterizzati dai dubbi dei leader, il timore di brogli e la tensione per il rischio di una spaccatura civile nel Paese.
Accanto alla grande storia delle istituzioni, il libro restituisce la voce al racconto delle gente comune e celebra il primo storico voto delle donne. Gli autori, Alfonso Celotto, docente di diritto costituzionale, e Giulia Guerrini, avvocato, evidenziano come la scelta tra Monarchia e Repubblica non fu un mero avvicendamento di potere, ma una vera e propria rifondazione etica del Paese: l’atto di nascita di una democrazia in cui la sovranità veniva affidata per sempre al popolo e sancita nei principi di uguaglianza, libertà e dignità della persona.
Dall’impianto dell’opera emerge con forza il valore imprescindibile della cultura giuridica nella costruzione e nel mantenimento della democrazia.
Il testo di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini si offre alla cittadinanza e agli operatori del diritto non soltanto come un’opera di accurata rievocazione storica, ma come un solido strumento di analisi sul valore attuale della nostra Repubblica e sulla responsabilità collettiva di proteggerne e attuarne quotidianamente i principi costituzionali.
Oggi come allora, l’Avvocatura rappresenta un presidio costituzionale indefettibile: l’avvocato garantisce l’effettività delle tutele e la difesa dei diritti fondamentali di ogni cittadino nelle aule di giustizia e nella società civile. Senza una funzione forense libera, indipendente e consapevole delle proprie radici storiche, la stessa architettura dello Stato di Diritto rischia di indebolirsi. Rinnovare la memoria del 1946 significa dunque riaffermare l’impegno quotidiano della classe forense nella tutela dei valori democratici.
Il Presidente
Igor Visentin
